16/10/2010

Il rendiconto finanziario

1 - Introduzione

Il rendiconto finanziario non è espressamente richiesto dalle norme civilistiche sul bilancio d’impresa. Nonostante ciò è necessario per la rappresentazione veritiera e corretta della situazione finanziaria di un’impresa.

Il rendiconto finanziario è definito dunque un documento fondamentale ai fini della completezza informativa di bilancio. Tale prospetto, infatti, da un lato consente di riassumere le informazioni già richieste sinteticamente dalla legge, dall’altro rende disponibili informazioni di natura finanziaria non ottenibili dallo stato patrimoniale e dal conto economico.

Il rendiconto finanziario, in generale, al fine di riassumere l’attività finanziaria dell’impresa deve identificare il concetto di risorse finanziarie (fondi) da accogliere a suo fondamento. I significati di tale termine sono i seguenti:

· capitale circolante netto (o attività nette a breve), ossia l’eccedenza delle attività a breve o correnti sulle passività a breve o correnti;

· liquidità, ossia disponibilità liquide in cassa e presso banche (cassa e conti correnti bancari attivi) più altri depositi di denaro immediatamente prelevabili senza rischio di cambiamento di valore (ad esempio: conti correnti postali).

Il concetto di risorse finanziarie da utilizzare dipende dall’attività dell’impresa (mercantile, industriale, o di servizi) e dal significato delle informazioni ottenibili nelle varie fattispecie.

2 - Rendiconto finanziario delle variazioni del capitale circolante netto

La predisposizione del rendiconto finanziario in termini di variazioni di capitale circolante netto comporta l’evidenziazione delle attività a breve e delle passività a breve.

Con tale classificazione si ottengono delle indicazioni circa il grado di mobilità e di equilibrio finanziario dell’impresa. Più precisamente, si individuano, da un punto di vista tecnico, la diversa funzionalità dei componenti del patrimonio aziendale al processo produttivo e, dal punto di vista finanziario, la diversa attitudine a trasformarsi in forma liquida.

Le attività vanno, pertanto, distinte in due grandi categorie:

· attività a breve (o correnti);

· attività immobilizzate.

Le passività vanno anch’esse distinte in due grandi categorie:

· passività a breve;

· passività a medio e lungo termine.

Per quanto concerne i criteri da utilizzarsi per attuare tale classificazione, bisogna effettuare la classificazione sulla base della seguente convenzione:

1. assumere, come regola generale, la durata del periodo amministrativo annuale come criterio per la classificazione dei conti, cioè per la separazione delle voci tra attività e passività a breve e attività immobilizzate e passività a medio e lungo termine;

2. considerare le rimanenze di magazzino come attività a breve. I risultati che ne conseguono sono esposti di seguito.

3 - Rendiconto finanziario in termini di liquidità

Il rendiconto finanziario in termini di liquidità può essere predisposto secondo le seguenti due impostazioni:

· il rendiconto finanziario delle variazioni di liquidità, che può essere definito tradizionale, evidenzia l’esposizione delle variazioni nella situazione patrimoniale e finanziaria in termini di liquidità;

· il rendiconto finanziario che espone i flussi di liquidità, che rappresenta l’evoluzione tecnica della prima, invece, pur utilizzando le variazioni nella situazione patrimoniale e finanziaria come strumento di redazione, evidenzia i flussi di liquidità derivanti da tali variazioni.

4 - Rendiconto finanziario dei flussi di liquidità

Il rendiconto di flussi di liquidità classifica i flussi che determinano le variazioni delle disponibilità liquide in relazione alla tipologia o alla natura dell’operazione che li ha generati, ossia tra:

· le operazioni della gestione reddituale;

· le operazioni di investimento;

· le operazioni di finanziamento.

 

5 - Le operazioni della gestione reddituale

Le operazioni della gestione reddituale sono costituite dalle principali attività che generano i ricavi e le altre attività che non siano né di investimento né di finanziamento. Esse riguardano la principale attività gestionale e, pertanto, sono costituite generalmente dalle operazioni relative alla produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi.

I flussi generati dalle operazioni di gestione reddituale sono:

· incassi derivanti dalla vendita di prodotti o alla prestazione di servizi;

· provvigioni, rimborsi assicurativi;

· pagamenti per l’acquisto di materia prima, semilavorati, merci e altri fattori produttivi;

· pagamenti ai dipendenti;

· pagamenti e rimborsi di imposte ;

· altri flussi positivi o negativi derivanti da operazioni diverse da quelle di investimento o finanziamento.

I flussi di liquidità generati dalle operazioni della gestione reddituale si determinano con il metodo indiretto, cioè rettificando il risultato dell’esercizio per tenere conto degli effetti delle operazioni che hanno determinato differimenti nelle variazioni di liquidità (ad esempio: aumenti di crediti, di debiti, del magazzino, ecc.). nonché di quelle operazioni i cui effetti devono essere compresi di nuovo tra i flussi connessi ad operazioni d’investimento o finanziamento (ad esempio: plusvalenze o minusvalenze su cespiti ceduti).

6 - Le operazioni di investimento

Le operazioni di investimento sono costituite dalle attività di acquisizione e di vendita di immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie.

I flussi relativi alle predette operazioni sono:

· erogazione di prestiti o rimborso degli stessi;

· acquisti o vendite di fabbricati, impianti, attrezzature o altre immobilizzazioni materiali;

· acquisti o vendite di beni immateriali, quali brevetti;

· acquisti o cessioni di partecipazioni in imprese controllate e collegate;

· acquisti o cessioni di altre partecipazioni e altri titoli, inclusi quelli di Stato e le obbligazioni

 

7 - Le operazioni di finanziamento

Le operazioni di finanziamento sono rappresentate dalle attività da cui derivano variazioni nell’entità e nella composizione del patrimonio netto e nell’indebitamento a medio-lungo termine dell’impresa.

I flussi relativi alle operazioni di finanziamento sono:

· emissione di azioni o di quote rappresentative del capitale di rischio, pagamento dei dividendi o rimborso del capitale (anche sotto forma di acquisto di azioni proprie);

· emissione o rimborso di prestiti obbligazionari, accensione o restituzione di mutui;

· incremento o decremento di altri debiti, anche a breve o medio termine, aventi natura finanziaria.

Gli interessi ed i dividendi pagati, data la natura delle operazioni da cui scaturiscono, possono essere considerati flussi derivanti da operazioni di finanziamento e gli interessi e i dividendi ricevuti possono essere considerati flussi derivanti da operazioni di investimento. Alternativamente, tutti questi flussi possono essere considerati flussi derivanti dalla gestione reddituale, in quanto rientrano nella determinazione del reddito di esercizio. In ogni caso ciascuno di tali flussi deve essere esposto separatamente nell’ambito della categoria scelta e tale classificazione deve essere mantenuta costante nel tempo. In altri termini non può essere esposto un unico ammontare per dividendi e interessi.

8 - Rendiconto finanziario delle variazioni di liquidità

Il rendiconto finanziario che espone variazioni nella situazione patrimoniale-finanziaria in termini di liquidità e suddiviso di due parti:

· la prima, che espone le variazioni subite durante l’esercizio dalla situazione patrimoniale-finanziaria connesse con movimenti nella liquidità come precedentemente identificata;

· la seconda, che mostra tutte quelle altre variazioni che non sono connesse a movimenti finanziari, esclusi i trasferimenti tra conti del patrimonio netto che sono esposti nel relativo prospetto.

Le fonti e gli impieghi di liquidità possono essere così riassunti:

FONTI:

· Flusso di liquidità generato dalla gestione reddituale

· Ricavato della vendita di immobilizzazioni (finanziarie, materiali, immateriali)

· Assunzione di finanziamenti passivi e incasso di finanziamenti attivi

· Aumenti di capitale

IMPIEGHI:

· Flusso di liquidità assorbito dalla gestione reddituale

· Acquisizione di immobilizzazioni (finanziarie, materiali ed immateriali)

· Rimborso di finanziamenti passivi e concessioni di finanziamenti attivi

· Diminuzione di capitale

· Pagamento di dividendi

Il flusso di liquidità generato dalla gestione reddituale viene determinato aggiungendo all’utile netto (perdita) dell’esercizio tutte le voci che nell’esercizio non hanno originato liquidità. Ad esempio, si aggiunge all’utile netto l’ammortamento dell’esercizio, l’aumento dei debiti verso fornitori, l’aumento dei ratei passivi, la diminuzione dei crediti e del magazzino ecc. e si sottrae l’aumento dei crediti, delle giacenze di magazzino, ecc. Tali aumenti e diminuzioni rappresentano gli scostamenti rispetto ai saldi dell’esercizio precedente.

21/11/2009

Formulari Trigonometria, Derivate e Geometria Piana

Nel file che alleghiamo, in formato compresso una serie di formulari di matematica, trigonometria, derivate e geometria piana, che speriamo potrete trovare utili

Formulari di matematica - Trigonometria, Geometria e Derivate.zip

17/11/2009

Gli enti locali

LO STATO AUTONOMISTICO: LE REGIONI E GLI ENTI LOCALI

Le Regioni sono nate nel 1970 ed è uno degli enti locali attraverso il quale lo stato amministra all’interno del territorio italiano. Sono organi della Regione:
Il Consiglio regionale (ha il potere legislativo, come il parlamento a livello nazionale): è l’organo deliberativo principale della Regione ed esercita la potestà legislativa della Regione e le altre funzioni attribuitegli dalla Costituzione e dalle leggi. I Consigli regionali sono composti da consiglieri, nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio regionale e a una delle Camere del Parlamento o al Parlamento europeo. Il sistema di elezione dei consiglieri saranno disciplinati con legge della Regione, resta in vigore il sistema elettorale stabilito dalla legge dello Stato n. 43/1995 che prevede un sistema elettorale proporzionale, con premio di maggioranza, per assicurare la stabilità politica. La durata è stabilita dalla legge in cinque anni. È possibile lo scioglimento anticipato del Consiglio nel caso di atti contrari alla Costituzione o di gravi violazioni di legge. Lo scioglimento è disposto con decreto motivato dal Presidente della Repubblica adottato previo parere di una Commissione bicamerale per le questioni regionali. Un’ipotesi di scioglimento automatico del Consiglio regionale è la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta. La regione dello scioglimento automatico è duplice: scoraggiare le crisi politiche e si vuole che sia il corpo elettorale stesso a risolverle, eleggendo un nuovo Consiglio regionale. I consiglieri regionali non godono della inviolabilità prevista dal secondo e terzo comma dell’art. 68. Il Consiglio elegge il Presidente del Consiglio regionale ed è organizzato tramite commissioni e gruppi consiliari. Lo Statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, un organo cui non spetta deliberare ma di notevole importanza come luogo di concertazione delle politiche regionali nei confronti dei Comuni e delle Province e nella determinazione delle loro funzioni amministrative.
La Giunta regionale: è la struttura che permette al presidente di esercitare il potere esecutivo. È, infatti l’organo esecutivo della Regione. I componenti sono nominati e revocati dal Presidente della Giunta regionale. Ad essa spetta la direzione politica della Regione, tramite i disegni di legge, e lo svolgimento della attività amministrativa della Regione, tramite la direzione degli uffici e degli enti. I componenti si denominano assessori, i quali dirigono gli assessorati, gli uffici amministrativi che operano nei diversi campi di azione regionale. Essi non rappresentano l’Ente, non essendo organi esterni, quindi esistono decreti solo del Presidente della Giunta regionale.
Il Presidente della giunta regionale: è il vertice della Regione, eletto dai cittadini della Regione a suffragio universale e diretto. La previsione dell’elezione diretta esprime un ordinamento a favore dell’investitura democratica immediata del vertice del potere esecutivo, che può essere derogato poiché l’art 122 fa salve le possibili soluzioni sulla forma di governo. Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile, promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato conformandosi alle istruzioni del Governo. Si può fare una distinzione tra: funzioni politiche (quale Presidente della Giunta ed espressione della maggioranza nel Consiglio regionale) e funzioni istituzionali (quale Presidente della Regione promulga le leggi e i regolamenti regionali e rappresenta la Regione).
Le Regioni dispongono di poteri legislativi. Le leggi regionali sono deliberate dal Consiglio regionale, promulgate dal Presidente della Regione e pubblicate sul Bollettino Ufficiale. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni, essa deve rispettare, quali limiti generali comuni, la Costituzione e i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Le Regioni sono obbligate a non violare gli accordi internazionali e gli atti dell’Unione Europea, ed anche ad agire positivamente, legiferando per la loro attuazione ed esecuzione. Inoltre, esistono limiti generali della legislazione regionale che non può: mettere in pericolo l’unità e l’indivisibilità della Repubblica (divieto di istituire dazi e di adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione della persone e delle cose e di limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale); superare il limite del proprio territorio; violare le norme del proprio Statuto; violare alcuni principi costituzionali generali dell’attività dei pubblici poteri. Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. Chi dispone del potere legislativo può adottare regolamenti, nel rispetto dei generali principi di legalità e di riserva di legge. Allo Stato spetta la potestà regolamentare nelle materie di legislazione esclusiva, in ogni altra materia il potere regolamentare spetta alla Regione. Anche i Comuni, le Province e le Città metropolitane dispongono di potere regolamentare. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni. Solo quando sia necessario l’esercizio unitario di tali funzioni su scala maggiore esse possono essere conferite a Province, Città metropolitane e Stato.

UNITA’ 23 L’ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI

I comuni
Il comune è la forma più antica di autogoverno delle popolazioni e costituisce la base del sistema delle autonomie. È l’organizzazione pubblica più vicina ai cittadini. L’art. 117 attribuisce alla legge statale la competenza a dettare le norme sulle elezioni, gli organi di governo e le funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane. Nella l. n. 131/2003 viene detto che il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi volti a individuare tali funzioni fondamentali e a provvedere alla revisione delle disposizioni in materia di Enti locali. Vale il principio autonomistico proclamato in generale dall’art. 5 Cost e la definizione del secondo comma dell’ art. 114 dove si legge che i Comuni, le Province, le città metropolitane sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo principi fissati dalla Costituzione (La Costituzione disegna in generale i caratteri dell’autonomia, la loro specificazione – attuazione spetta alle leggi statali, il regime di autonomia degli Enti locali è materia di interesse nazionale, la legislazione statale deve riguardare i principi e non i dettagli, la legge regionale ha in materia di organizzazione una competenza limitata, la legge regionale è abilitata a disciplinare il modo di esercizio delle funzioni degli Enti locali).
Gli organi del Comune sono:
Il Consiglio comunale: è composto dai consiglieri eletti dai cittadini residenti nel territorio comunale e durano in carica cinque anni. Il Consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo, cui spettano le delibere di maggiore importanza. Il Consiglio è presieduto da un Presidente del Consiglio comunale eletto tra i consiglieri, nei Comuni con meno di 15000 abitanti è presieduto dal Sindaco;
Il Sindaco: è il capo dell’organizzazione comunale e rappresentante legale del Comune. Convoca e presiede il Consiglio e la Giunta, sovrintende al funzionamento degli uffici, è responsabile dell’esecuzione delle delibere, esercita tutte le altre funzioni attribuitegli dalla legge e dallo Statuto comunale. Dopo l’introduzione dell’elezione diretta, il Sindaco è divenuto l’immagine politica e svolge un ruolo di grande rilievo, nella vita politica locale e come rappresentante nelle altre sedi istituzionali, regionali e statali. Il Sindaco, in vari casi previsti dalle legge, opera come organo del Governo centrale. È ufficiale del Governo in quanto è posto alle dipendenze giuridiche del Prefetto, che rappresenta localmente l’
La Giunta: è l’organo esecutivo del Comune. È presieduta dal Sindaco ed è composta dagli Assessori, scelti dal Sindaco tra persone estranee al Consiglio comunale, in modo da costituire una squadra omogenea. Ha il compito di preparare le delibere del Consiglio comunale e di portarle a esecuzione. Le spettano tutte le deliberazioni che non sono riservate al Consiglio o al Sindaco. Le competenze degli Assessori sono determinate all’atto della loro elezione nel documento programmatico votato dal Consiglio. Gli Assessori sono a capo degli uffici comunali che trattano le materie su cui l’Assessore è competente. L’insieme di tali uffici si denomina Assessorato. Il capo degli uffici burocratici è il Segretario comunale. Oggi dipende da un’apposita agenzia, alla cui gestione partecipano anche i rappresentanti delle associazioni degli Enti locali, e viene nominato dal Sindaco che lo sceglie in un albo nazionale. Il Segretario dura in carica quanto dura il Sindaco e può essere da questo revocato. Al segretario può essere affiancato un direttore generale quando il Sindaco ritenga opportuno farsi affiancare, per l’esecuzione del suo programma, da un esperto di organizzazione che punti sull’efficienza della macchina comunale.
I Consigli circoscrizionali.
Il modo di elezione degli organi comunali e provinciali è previsto dalla l. n. 81/1993, con l’intento di ridurre il peso dei partiti politici e assicurare un governo stabile ed efficiente nella vita delle città. Sono stati introdotti tre principi : l’elezione diretta del sindaco; la nomina e la revoca dei membri della Giunta da parte del Sindaco; un premio di maggioranza nel Consiglio comunale. Nei Comuni con meno di 15000 abitanti è eletto Sindaco il candidato che ha ottenuto la maggioranza relativa, cioè il maggior numero di voti. Alla lista collegata al Sindaco eletto è attribuito un premio di maggioranza, indipendentemente dai voti ottenuti essa ottiene i 2/3 dei posti in Consiglio. Nei Comuni con più di 15000 abitanti viene eletto Sindaco chi ottiene la maggioranza assoluta, cioè il 50% più uno dei voti, se non avviene si ricorre al secondo turno elettorale con il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più voti nel primo turno. L’elezione del Consiglio comunale è collegata all’elezione del Sindaco. È prevista la possibilità che gli elettori scindano il proprio voto, dandolo ad un candidato Sindaco e a una lista diversa da quella o quelle che lo appoggiano. Gli organi comunali elettivi durano in carica cinque anni. è prevista la possibilità che la durata del loro mandato venga abbreviata nel caso di approvazione da parte del Consiglio di una mozione di sfiducia al Sindaco. Se la mozione viene approvata il Sindaco e la Giunta vengono licenziati e il Consiglio automaticamente sciolto. Esistono casi di controllo sugli organi in conseguenza dei quali può essere disposto il loro scioglimento: atti contrari alla Costituzione o violazioni della legge, gravi motivi di ordine pubblico, impossibilità di assicurare il regolare funzionamento degli organi e dei servizi, mancata approvazione del bilancio.
Il Comune è un ente a fini generali, che svolge tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione del territorio comunale non solo nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità, dell’assetto e utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico.

La provincia
La Provincia è un ente locale la cui circoscrizione comprende vari Comuni, ma non è un ente superiore ai Comuni. Al momento dell’unificazione del Regno d’Italia, la Provincia era l’ambito di competenza del Prefetto, cioè la longa manus del Governo. Si trattava di un’articolazione decentrata dell’amministrazione dello Stato prevista per vigilare sulla vita locale. Oggi, la Provincia, è un ente di governo locale, posto a metà tra i Comuni e le Regioni, è chiamata a svolgere i servizi che si denominano di area vasta, mentre le funzioni amministrative personali o di area piccola spettano ai Comuni.
L’organizzazione della Provincia si basa su tre organi, il Consiglio, la Giunta e il Presidente della Provincia. Il sistema di elezione è il medesimo del sistema delle elezioni che avviene nei Comuni maggiori. L’elezione dei consiglieri provinciali avviene in collegi uninominali e quindi non esistono vere e proprie liste di candidati e non sono ammessi i voti di preferenza. Il Presidente non è ufficiale del Governo, quest’ultimo è rappresentato dal Prefetto. Le funzioni della Provincia riguardano la cura degli interessi di dimensione provinciale e di vaste zone intercomunali, in: difesa del suolo, prevenzione di calamità e ambiente; risorse idriche ed energetiche; beni culturali; trasporti e strade; flora, fauna, parchi e riserve naturali, caccia e pesca; smaltimento dei rifiuti; sanità e igiene pubblica; attività collaterali all’istruzione media superiore e formazione professionale; raccolta ed elaborazione dati. La Provincia svolge funzioni di programmazione delle attività intercomunali e partecipa alla programmazione regionale.

18:47 Scritto da: compitinclasse in Diritto | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: diritto, ragioneria, appunti, tesine, compiti | OKNOtizie |  Facebook